Pagni (Repubblica): “Fair Play finanziario: il Milan vorrebbe chiudere con un anno di esclusione dall’Uefa. Ma sarà possibile?”

Lo avrete letto l’altro giorno: il Tas non ha ancora “calendarizzato” il ricorso del Milan contro la decisione dell’Uefa che ha imposto al club rossonero di arrivare al pareggio di bilancio (con uno scompenso di non oltre 30 milioni) entro la presentazione del bilancio 2020-2021. O meglio: il Tas ha esposto il piano delle udienze fino ad agosto e il acso del Milano non è contemplato. Questo ha una doppia conseguenza. La prima è abbastanza ovvia: il Milan può partecipare alla prossima Europa League. La seconda lo è molto meno: rende molto difficile il tentativo del Milan di uscire dalle secche del fair play finanziario e complica i piani per il calciomercato appena avviato.

Cosa significa quest’ultimo passaggio? Con una attività diplomatica gestita in prima persona dall’amministratore delegato Ivan Gazidis e avviata nei mesi scorsi, il Milan ha cercato un accordo  direttamente con l’Uefa per un accordo “extragiudiziale”. In pratica, avrebbe accettato la pena di un anno di esclusione dalle competizioni europee per “espiare” le colpe delle ultime due proprietà (Fininvest e Yonghong Li) che hanno violato le regole del fair play finanziario. Di fatto, il Milan vorrebbe unire i due procedimenti: quello per cui è ricorso al Tas e che riguarda gli ultimi tre anni berlusconiani e quello in arrivo con una nuova convocazione davanti alla Camera giudicante dell’Uefa per l’anno cinese). Per chiudere così i conti con la giustizia finanziaria-sportiva.

Ma sarà possibile? Non è così semplice. I vertici dell’Uefa potrebbero anche accettare (secondo fonti raccolte dal Bollettino lo sarebbero), ma anche nello sport vige la separazione dei poteri e starebbe poi i giudici prendere la decisione definitiva. I legali del Milan hanno studiato i regolamenti per trovare la possibilità che un pronunciamento dell’Uefa sia poi accolto anche al Tas. Soprattutto appellandosi al fatto che la nuova proprietà non ha responsabilità sulle violazioni e che finora ha sempre cercato di muoversi nei paletti delle regole. Il fatto che il Tas non abbia ancora calendarizzato potrebbe voler dire anche questo. Secondo altri invece, la giustizia avrà il suo corso, i suoi tempi e tutte le relative incertezze.

In quest’ultimo caso, il Milan si troverà nella difficile situazione di fare un mercato senza spendere quanto vorrebbe, perché ha sempre la spada di Damocle del Fpf sulla testa.

Scrive così Luca Pagni, giornalista di Repubblica, sul suo blog bollettinomilan.wordpress.com

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